L’amore riempie il vuoto.

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(photo: Curtis Cronn)

“Mind the gap.”

Per chiunque sia stato a Londra e abbia preso la metropolitana, queste tre parole ripetute all’approssimarsi dei treni alla stazione per invitare i passeggeri a fare attenzione al vuoto fra la porta in apertura e la banchina (“the gap”, appunto) rappresentano un iconico ricordo. Come i bus double-decker , i taxi, le cabine telefoniche rosse.

Per le persone come me, innamorate di Londra, queste tre parole rievocano immagini, odori, rumori e colori  avvolti in quella nostalgia che ti stringe lo stomaco. I viali alberati, i palazzi bianchi su Holland Park Avenue e la stazione di Shepherd’s Bush. Le corse per arrivare a scuola. L’odore della carta stampata dei quotidiani mischiato a quello dei dopobarba, alle 9 di mattina. Gli abiti scuri e le cravatte degli uomini della City. Le volte in cui mi sono addormentata cullata dal movimento dei vagoni. Il profumo di mela verde. Il sapore del succo Ribena. L’odore metallico della metro. L’odore di curry. I colori delle mattonelle sui muri. La fermata di Charing Cross. La felicità di sentirsi esattamente dove si desidera essere.

Per una persona in particolare, la Signora Margaret McCollum, dietro queste parole c’è una storia d’amore. La sua storia d’amore.

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(photo: bbc.co.uk)

E’ di suo marito, Oswald Laurence, celebre attore inglese, la voce dell’annuncio registrato nel lontano 1969 e utilizzato per 40 anni sulla Northern Line. Voce autoritaria e nello stesso tempo tanto cortese ed educata, da rendere superfluo perfino il “please” finale, fondamentale per la lingua inglese. Laurence morì nel 2007, così sua moglie Margaret continuò ad andare ogni giorno nella stessa stazione, quella di Embankment, per sedersi su una panchina ad ascoltare quella voce, unico sollievo al suo grande dolore, l’unico modo per sentirsi ancora insieme.

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(photo: dailymail.co.uk)

Quando nel novembre 2012 l’annuncio fu sostituito da un nuovo sistema digitale, Margaret scrisse alla Transport of London, per chiedere una copia registrata di quell’annuncio. Il direttore, Nigel Holness, rimase così colpito da quella lettera e dalla sua storia, che decise di ripristinare il vecchio annuncio alla stazione di Embankment, riempiendo in parte un vuoto incolmabile e lasciando trionfare l’amore su tutto.

Una storia vera e dolce, di vuoti, di presenze, di treni, di addii, di un annuncio e un amore destinati a durare per sempre. Una storia diventata un corto di Luke Flanagan.

Arianna

 

 

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28 pensieri su “L’amore riempie il vuoto.

  1. Non so quanto possa contare come metro di misura, ma leggerti ad alta voce e guardare mia madre tenere mio padre per mano, con gli occhi lucidi, non credo che lasci spazio a discussioni sulla forza delle tue parole. Sei stata straordinaria. Grazie infinite.

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  2. Cara Arianna il mio commento “ritardato” per dirti prima di tutto grazie per questo bel racconto e per il corto ad esso collegato. Poi per aggiungerci una piccola storia familiare che rende prezioso anche per me è mia moglie il monito “Mind the gap”.
    Per la prima vota andavamo assieme a Londra. Forse era il 2003. Veronica era davvero giovanissima e ancora inesperta di metropolitane in genere e di quella londinese in particolare. Non so in quale stazione eravamo…forse Golders Green (stavamo da quelle parti in quel tempo). Solita situazione. Sentiamo il treno in arrivo che siamo ancora sulle scale…scendiamo a precipizio…io un po’ più veloce e un po’ più avanti…lei un po’ più lenta subito dietro. “mind the gap…mind the gap”. E’ stato un secondo, io dentro…la porta si chiude…lei fuori. Pochi secondi per guardare la faccia disperata di Vera…per tentare di dirle a gesti di fermarsi li che sarei tornato indietro a prenderla…e poi il miracolo…una cosa che non abbiamo mai più visto accadere in tutti i nostri viaggi londinesi…il conduttore ha riaperto la porta. Il gap in un attimo è stato colmato dalla compassione di uno sconosciuto.

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  3. Che bellissimo post.
    Me lo sono proprio goduto.
    La mia prima volta a Londra è stato come un sogno. Arrivando dalla campagna non avevo davvero mai visto niente. Ricordo come fosse ieri, la sorpresa di ascoltare la voce che ci avvertiva di fare attenzione al GAP. Ne fui così stupita. Addirittura un avviso sonoro per la nostra incolumità! Ne parlammo spesso durante quei mesi che lavorammo a Londra io e la mia amica del cuore di allora ed ancora di oggi.
    Trovo che questo corto sia dolcissimo e meraviglioso.
    Con pochissimo sforzo hanno regalato un sorriso ad una persona sola.

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  4. Bisognerebbe non rimanere mai così attaccati ad una voce, ad un ricordo, per ricominciare a vivere.
    Ma chi è in grado davvero di dire cosa fare? e a chi?

    Una voce che racconta tre parole, sempre la stessa. Questo può bastare. E’ meraviglioso che anche il progresso si sia fermato di fronte a questo bisogno.
    E’ meraviglioso il tuo post.

    Grazie Arianna.
    Guido

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    • E meraviglioso commento! Grazie a te, Guido! Certo, nessuno è in grado di dire cosa sia giusto…la magia è che l’amore sia riuscito a fermare un istante, ripetuto all’infinito come quelle tre parole! 🙂

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