Triumphs and laments.

 

William Kentridge tevereterno roma arte

Sulla riva del Tevere, fra Ponte Sisto e Ponte Mazzini, per 550 metri i muraglioni del fiume fanno da tela all’opera dell’artista sudafricano William Kentridge, Triumphs and Laments, un fregio ottenuto attraverso l’idropulitura selettiva della patina biologica e di smog del travertino, ispirato al racconto visivo elicoidale della Colonna Traiana. “E’ come se la Colonna Traiana si fosse srotolata su un’unica striscia, che si estende per più di 500 metri.”. Circa 90 figure, fra personaggi storici e stelle del cinema, alte fino a 10 metri, formano un corteo che dispiegandosi come in una lunga pellicola, racconta la storia di Roma, i suoi trionfi e le sue sconfitte, mescolando scene storiche e scene personali che hanno colpito la fantasia dell’artista – dalla lupa di Romolo e Remo al bacio fra Anita Ekberg e Marcello Mastroianni, dalla peste del XIII secolo al bombardamento di San Lorenzo durante la seconda guerra mondiale, dallo straripamento del Tevere del 1936 alla morte di Remo, accostato all’immagine del corpo senza vita di Pasolini, dall’estasi di Santa Teresa agli sbarchi di Lampedusa.

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“La mia speranza è che, mentre le persone si troveranno a camminare lungo questi 500 metri, esse possano riconoscere immagini di una storia sia familiare ma anche reinterpretata. E questo rifletterà la maniera complessa nella quale la città si rappresenta… Cercando il senso della storia a partire dai suoi frammenti, troviamo un trionfo in una sconfitta e una sconfitta in un trionfo.”

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Nell’arco di 3/4 anni l’opera sparirà, e i muraglioni torneranno ad essere quelli di prima.

Da romana, non posso che accogliere iniziative come questa di Tevereterno e William Kentridge, con gioia e una punta di orgoglio, quell’orgoglio messo sempre più spesso da parte ormai da me e dai miei concittadini. Sotto la patina del tempo, dello sporco, dello smog, di tanta, troppa noncuranza, disordine e malgoverno, si cela il sogno senza tempo di una città che continua instancabile ad accogliere tutti con gentilezza e maestosità, fiera di una bellezza che noi romani per primi sembriamo aver dimenticato. Lei no, lei ignora lividi, ferite e brutture, lei continua a rassettarsi la veste consunta, a specchiarsi nel Tevere, a brillare al tramonto, a parlare attraverso le voci delle campane, dell’acqua che scorre nelle sue fontane e dai suoi “nasoni”, delle rondini che volano alte nel suo cielo. Lei ci sta sussurrando di non perdere la speranza.

Benvenuti nella mia città.

Arianna

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Foto di Tevereterno

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25 pensieri su “Triumphs and laments.

  1. “La Roma dei romani de Romani de Roma o de chi la vede pe la prima vorta e ce se innamora. La Roma bene acchittata che pe acchittasse paga.” E paga lo scotto di essere grande e di non riuscire a dire di no agli stravizi di chi la calpesta. Ma le basta guardarsi indietro per trovare le motivazioni giuste per continuare a guardare avanti, con fiducia. “Ma dimmi quante volte hai visto il cielo sopra Roma e hai detto quant’è bello, viettelo
    a vedè dall’alto scavalca il muro al foro e viemme accanto eccola e stasera non farà la stupida
    darà le mejo stelle la mejo luna che me illumina.” Grazie per avermi fatto battere il cuore con questa meraviglia e grazie a tutti gli artisti che riportano l’Arte a casa. Stupendo.

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  2. Questa opera è davvero originale e ben contestualizzata, è monumentale proprio come la splendida Roma e ricca di storia e cultura che ben si presta all’interpretazione….
    Mi fa piacere sentire ancora questo orgoglio pieno ma ferito di una cittadina che sa di vivere in un gioiello di cui molti (troppi…..) non riconoscono il valore, benché in fase di elezione di colpo tutti sembrano risvegliarsi da un coma profondo e all’improvviso promettere di battersi all’ultimo sangue contro abbandono e brutture…..
    Coraggio Roma, so che ce la puoi fare!

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    • Hai colto proprio nel segno. Condivido ogni parola. È davvero triste abituarsi al brutto, rassegnarsi e chiudere gli occhi. E ascoltare le promesse dei politici di turno. Grazie per queste parole piene di bellezza e speranza! ❤️

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  3. L’opera è affascinante, Roma è affascinante: ci ho vissuto per soli sei mesi, visite sporadiche a parte, e il “friccico ner core” l’ho sentito per davvero.
    Ma lasciami dire che altrettanto affascinanti sono le tue parole d’amore per questa città.
    Era un po’ che non passavo di qua, il tempo a disposizione è sempre meno, ma ogni volta ne vale davvero la pena.

    Buona serata cara Arianna.

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