Il profumo della lentezza.

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Qual è il profumo della lentezza? Forse quello del caffè, quello del mare, quello del vento tiepido di primavera, di un Earl Grey bollente, delle pagine di un libro o forse semplicemente il profumo della lentezza è quello di tutte le cose che ci soffermiamo ad assaporare. Momenti, dettagli, cose apparentemente senza importanza.

Per la lumachina protagonista della storia di Luis Sepùlveda – Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza – la lentezza ha il profumo dei fiori gialli e viola del calicanto e del dente di leone, delle gocce di rugiada sui fili d’erba, delle foglie sui rami di faggio mosse dal vento. Per Memoria, la tartaruga sua compagna di viaggio, la lentezza ha il profumo delle foglie di lattuga e della polpa delle fragole.

La lumachina decide di intraprendere un viaggio per scoprire chi è e perché è cosi lenta, nonostante le sue compagne, abituate a condurre una vita lenta e silenziosa, senza porsi alcuna domanda, disapprovino. “Tutto ciò che hai visto, provato, amaro e dolce, pioggia e sole, freddo e notte, è dentro di te e pesa, ed essendo così piccola quel peso ti rende lenta” le dirà il gufo. “E a che mi serve essere così lenta?” “A questo non ho una risposta. Dovrai trovarla da sola”

E’ così che la lumachina comprenderà l’importanza della memoria, del coraggio e della ribellione. Perché decidere di camminare lentamente, di vivere il presente accorgendosi dei dettagli, scegliendo per cosa fermarsi, è ribellione, “una nuova forma di resistenza, in un mondo dove tutto è troppo veloce. E dove il potere più grande è quello di decidere che cosa fare del proprio tempo” dice Sepùlveda. “Io difendo il ritmo umano: il tempo preciso, né più né meno, che serve per fare le cose per bene. Per pensare, per riflettere, per non dimenticare chi siamo”.

La fine di questo viaggio? La libertà.

Arianna

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