Mr Gwyn.

 

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Mr Gwyn

Jasper Gwyn mi ha insegnato che non siamo personaggi, siamo storie, disse Rebecca. Ci fermiamo all’idea di essere un personaggio impegnato in chissà quale avventura, anche semplicissima, ma quel che dovremmo capire è che noi siamo tutta la storia, non solo quel personaggio. Siamo il bosco dove cammina, il cattivo che lo frega, il casino che c’è attorno, tutta la gente che passa, il colore delle cose, i rumori. Riesce a capire?

– No. –

Lei fa le lampadine, le è mai successo di vedere una luce in cui si è riconosciuto? Che era proprio lei? Il vecchietto si ricordò di un lampioncino acceso sulla porta di un cottage anni prima.

– Una volta, disse. –

E allora può capire. Una luce è giusto uno spicchio di una storia. Se c’è una luce che è come lei, ci sarà anche un rumore, un angolo di strada, un uomo che cammina, molti uomini, o una donna sola, cose del genere. Non si fermi alla luce, pensi a tutto il resto, pensi a una storia. Jasper Gwyn diceva che tutti siamo qualche pagina di un libro, ma di un libro che nessuno ha mai scritto e che invano cerchiamo negli scaffali della nostra mente.

Mr Gwyn è uno scrittore di successo. Una mattina, passeggiando per i viali di Regent’s Park a Londra, dove vive, decide che quello di scrittore non è più il modo di guadagnarsi da vivere più adatto a lui. Comunica la sua decisione al pubblico attraverso un articolo per il Guardian, una lista di cinquantadue cose che si ripromette di non fare più. L’ultima è, appunto, scrivere libri.

Inizialmente leggero e felice, col passare dei giorni si rende conto che gli manca il gesto dello scrivere, “la quotidiana cura con cui mettere in ordine pensieri nella forma rettilinea di una frase”. Che solo scrivere lo fa sentire vivo. Decide allora che farà il copista.

Poi un giorno accade che incontra la signora con l’ombrello e le sue surreali conversazioni.

“Fare il copista c’entra col copiare qualcosa, no?  Chiese. “Probabilmente.” “Ecco, ma non atti notarili o numeri, la prego.” “Cercherò di evitare.” “Veda se trova qualcosa tipo copiare la gente.” “Sì.” “Come sono fatti.” “Sì.” “Le verrà bene.” “Sì.”

Entrare in una galleria d’arte segnerà un momento fondamentale della sua nuova vita: ritrarre qualcuno è un gesto bellissimo con cui riportarlo a casa. Scriverà ritratti di persone, le riporterà a casa, liberandole dalla maschera dietro la quale nascondere ogni giorno se stessi.

Non svelerò di più. Tanti personaggi diversi popolano le pagine di questo libro di Alessandro Baricco, del 2011.  Persone diverse. Sentimenti diversi. Parole, pensieri, colori di ognuno. Rumori, luci. Tante storie diverse da raccontare. La propria, su cui riflettere da spettatori del proprio ritratto.

 

Arianna