Hello september!

Questo post arriva in ritardo di un giorno, dicendola lunga sul mio rapporto con la fretta. Settembre è arrivato e per me che ho sempre considerato l’anno in maniera “accademica” più che solare, questo è il mese dei nuovi inizi, delle speranze, dei desideri.

E’ il mese che profuma di diario nuovo e di scuola, di grembiule appena stirato e di ciambella fritta.

Quest’anno settembre sarà il mese della ricerca di una casa nuova, più grande, che possa contenere finalmente i sogni di tutti e tre, e poi uno Smeg verde acqua e un bollitore per il caffè americano!

Quest’anno settembre avrà l’odore di disinfettante dell’ospedale dove opereranno mio papà.

Avrà il profumo dei caffè al volo con le amiche e quello della nostalgia per quell’amica speciale che è andata a vivere oltre le montagne, ma che a settembre ha promesso di tornare.

Quest’anno settembre sarà il mese del primo giorno di scuola materna, del nodo in gola e degli occhi lucidi del distacco, che fra qualche giorno smetteranno di essere solo un ricordo dolce di tanti anni fa racchiuso nel cuore e saranno tutti per lui, il mio nanetto quasi treenne.

Buon settembre e buon “anno accademico” a tutti voi!

Arianna

 

 

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Mum.

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Apro la porta bianca della tua stanza, alla fine del corridoio. E’ ordinata, come sempre. Sei sempre stato ordinato, fin da piccino, come quando appena finito di mangiare volevi il ripiano del seggiolone libero e pulito! C’è il canestro appeso al muro, cresciuto anche lui con te e sistemato più in alto di anno in anno. Il tuo amore per il basket è nato anni fa, quando correvi verso ogni canestro che vedevi e volevi guardare triple e schiacciate in NBA sull’iPhone della mamma. Sei alto e sportivo, non sei mai riuscito a star fermo, tu! C’è la tua chitarra. Il tuo pianoforte, anzi, “ché se impari a suonare il pianoforte poi sarai in grado di suonare tutto!” Il mappamondo sulla scrivania, perché ti piace viaggiare e il mondo vuoi visitarlo proprio tutto. Ami Londra, proprio come me! Studi fisica e astronomia, sei sempre stato curioso di tutto intorno a te, e il cielo non può certo essere un limite, anzi. Oppure studi Ingegneria e il tuo sogno è lavorare in Ferrari…o come dicevi tu a due anni, “aiii”! La Ferrari era l’unica giostra su cui non ti stancavi mai di girare. Ancora e ancora. Ci andavi perfino a dormire con la tua Ferrari in mano!

Apro gli occhi e tu sei lì. Dormi nel lettone, con la tua Ferrari stretta nella manina. L’acqua sul comodino, nel tuo bicchiere di plastica con i pinguini sopra. Il vero sogno della mamma sei tu, il più bello e grande che potessi fare. Il futuro può aspettare un altro po’.

Buona Festa della Mamma a tutte le mamme!

Arianna

La chimera nascosta in ogni mamma.

(Gustav Klimt – Mutter und Kind)

La chimera è quella mostruosa figura mitologica con testa sputafuoco e corpo di leone, una testa di capra sul dorso e una coda di serpente.

Che cosa c’entra con le mamme?

Il microchimerismo è quel fenomeno per cui in un individuo è presente una piccola (ecco perché micro) popolazione di cellule o di DNA che deriva da un altro individuo geneticamente distinto.

Le donne mamme sono chimere! Il microchimerismo fetale è infatti la presenza di cellule fetali nel circolo sanguigno e nei tessuti materni. Quello che mi ha colpito però è che queste cellule sono in grado di rimanere nel corpo materno per decenni dopo il parto, se non addirittura per tutta la vita, e che non si limitano soltanto a circolare ma migrano e rimangono negli organi, nel cuore e perfino nel cervello della mamma! Gli effetti sono invisibili, certo, ma straordinari e magici come solo la natura sa essere.

Allora, mi sono detta, è per questo che da due anni a questa parte il mio armadio si è inaspettatamente riempito di righe. O che mi piacciono i corn flakes e il rap dei Gang Starr. Lo smalto luccicoso sulle unghie e le scarpe Oxford. Sfornare biscotti a forma di stella o i maglioni di lana di quel color-mare-dei-miei-sogni che Pantone ha chiamato “scuba blue”. Che scrivo di piccole cose nel mio gratitude journal mentale. Che voglio imparare a cucire. Che ho creato questo blog.

Che voglio essere una persona migliore, perché ora so che posso farcela, lui è dentro di me e mi insegnerà la via.

Arianna

 

It’s beginning to look a lot like Christmas!   

Non credo esista festa più amata e nello stesso tempo “odiata” del Natale. Scelgo di mettere tra virgolette “odiata” perché credo che in fondo nessuno la odi davvero. Penso invece che a chi dice di odiarla, semplicemente manchino quelle atmosfere e quelle emozioni, quello stupore incantato degli occhi del bambino che fu, persi nel corso degli anni.  Visione troppo romantica? Forse. Un po’.

Chissà? Mi piace pensare sia così, ecco.

Il Natale si avvicina, e aspettando il giorno in cui potrò finalmente guardare col mio nano “Polar Express” bevendo cioccolata calda alla cannella e mangiando biscotti gingerbread , seduti sul tappeto (magari l’anno prossimo?), penso.

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Vedo me stessa in viaggio nel tempo. Nel passato dell’uomo che, fra un po’ di anni, mio figlio diventerà. E allora voglio impegnarmi davvero, sin da ora, a riempire questi giorni di dolcezza e di magia. Apparecchiando la tavola con tovaglie natalizie, non solo il giorno di Natale, ma per tutto questo periodo di festa, ad esempio; mettendo lucine e candele qua e là. Impastando insieme biscotti che profumano l’aria di spezie e cannella, ascoltando musiche di Natale, appendendo stelline di feltro e cuoricini rossi per la casa. Passando più tempo con le persone care, gli amici, portando i nostri auguri, condividendo le piccole cose. Pensando a chi è meno fortunato. Leggendo storie di Natale, che sanno di semplicità, di bellezza, di famiglia, di buoni sentimenti.

Perché lo spirito del Natale entri nel cuore di mio figlio e gli racconti che il bene è possibile, che l’amore esiste ed è la cosa più importante, sempre.

Perché tutto questo diventi il suo passato da ricordare, le tradizioni della nostra famiglia, le sue tradizioni.

 

Arianna

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